Gruppo del Monte Cimo

Le piccole Dolimiti dei Veronesi

La storia del Monte Cimo e delle sue splendide supper brevi pareti argentee inizia, alpinisticamente parlando, solo negli anni '80; in un crescendo che avrà nella prima metà degli anni '90 il suo momento apicale, decine di interessanti itinerari vengono creati ad opera di un ristretto numero di appassionati tra i quali spicano per costanza, entusiasmo e determinazione Sergio Coltri, Alberto Rampini, Luigi Baroni, Silvio Campagnola, Luigi Pinamonte, Giuseppe Vidali, Lodovico Gaspari.
L'offerta arrampicatoria di queste pareti trova paragoni solo nella celeberrima are della Valle del Srca reggendone il paragone per quanto concerne itinerari a carattere sportivo e di lunghezza contenuta vista la qualità della roccia, il contesto ambientale e la sicurezza delle attrezzatura rinvenibili su numerosi itinerari.
Monte Cimo


Val d'Adige - Siti e Itinerari

Con questa pagina si intende fornire delle informazioni specifiche su areee finora poco note vista la giustificata attenzione generalmente rivolta alle strutture principali di quest'area.
Si rimanda, per una più ampia trattazione, all'ottima pubblicistica rinvenibile in loco.
I - Siti con itinerari di tipo sportivo a monotiri

II - Siti con itinerari di tipo short climbs

III - Siti con itinerari alpinistici classici
Il Trapezio Ali di farfalla
Acquarius
Cip & Co 01
Eclissi solare
Via delle formiche

IV - Siti con itinerari alpinistici moderni
Bastionata di Tessari Danza Celtica
Le nebbie di Avaloon
New Age
Leone di Nemea
Il Trapezio Bella gioia

Parete Rossa

Il grande antro dagli strapiombi porpurei

Introduzione
La Parete Rossa o Parete di Catel Presina, è ben distinguibile dalla Val d’Adige nell’ambito del vasto comprensorio del Monte Cimo per il colore rosso fuoco della sua roccia. Questa interessante parete offre un vantaggio inestimabile che ne fa un luogo speciale: quando piove, qui si arrampica; e su vie di più tiri! La conformazione della parte è marcatamente strapiombante anche se tale caratteristica si affievolisce man mano che ci si avvicina alla sommità. Ne consegue che i primi tre o quattro tiri di tutti gli itinerari, con tutte le cautele del caso, sono effettuabili anche in condizioni avverse; le uscite, in tal caso, saranno da valutarsi di volta in volta. Le altre caratteristiche della parete sono l’estrema variabilità della qualità della roccia, la marcata esposizione, l’ingaggio fisico direttamente connesso alla conformazione della parete. Il tutto richiede nella progressione un impegno psicologico non indifferente tipicamente “da ambiente”.

Caratteristiche
Parete che si mostra di primo acchito come un grande anfiteatro rosseggiante a tetti; comunica un senso di repulsione riguardo alla qualità della roccia non del tutto ingiustificato. Nella realtà comunque la roccia è meglio di quanto sembri guardandola da sotto. Non mancano pilastrini e blocchi da non sollecitare praticamente su tutti gli itinerari ma grazie anche all’opera degli apritori e alla progressiva pulizia garantita dalle ripetizioni, gli itinerari sono destinati ad un progressivo incremento di interesse. La conformazione della roccia sui rossi strapiombi garantisce in molti cassi tacche orizzontali nette e prese piatte che consentono una progressione molto divertente; non mancano fessure verticali dai bordi taglienti molte volte costituite da linee di rottura e che ad una prima analisi non danno molta fiducia ma che generalmente offrono una progressione stupenda. Le uscite, là dove la roccia ridiventa grigia, offrono la classica roccia compatta a tacchette e buchi della Val d’Adige. In definitiva un luogo in cui alla capacità tecnica pura va necessariamente affiancata una buona dose di self control e delicatezza!

Accesso
Da Rivoli Veronese seguire la strada per Spiazzi fino ad un marcato tornante nei pressi del Ristorante “La Baita” (baita ristrutturata sull’altro lato della strada; buone possibilità di parcheggio). Scavalcare il guard rail (vedasi “Nota” successiva!) ed iniziare a seguire un sentiero con bolli fosforescenti fino ad uscire dal bosco ed affacciarsi sulla Val d’Adige. Da qui, lasciando a sinistra la traccia per la selvaggia e bellissima “Falesia della Sgrenza”, abbassarsi a destra nel fitto bosco (bolli giallo fosforescenti – targhette metalliche con indicazione “S4” – seguire le frecce) perdendo progressivamente quota fino a percorrere un lungo traverso al termine del quale (medesime targhette prima citate – segnalazioni giallo-rosse) ci si abbassa nettamente per un centinaio di metri affacciandosi sulla valle per poi nuovamente convergere a sinistra (traccia evidente) fin sotto la parete.
Nota: il sentiero, preesistente; è stato segnato nell’ambito delle attività propedeutiche all’uscita della nuova guida della Val d’Adige risultato della collaborazione di alcuni dei più rappresentativi nomi del movimento alpinistico veronese tra cui spiccano Sergio Coltri, Giuseppe Vidali e Lodovico Gaspari. I sentieri segnalati attraversano sovente nella loro parte iniziale terreni privati; si raccomanda, vista anche l’estrema gelosia che caratterizza i proprietari della zona significativamente marcata dall’abbondante e quasi generalizzato utilizzo del filo spinato, il massimo e assoluto rispetto onde non incorrere in diatribe, litigi e possibili divieti.



Bastionata di Tessari

La parete dai rossi strapiombi friabili

Introduzione
Beh, diciamo la verità; una presentazione simile già incute un certo timore o almeno una vaga diffidenza. Superate queste iniziali remore perché questo angolo della Val d’Adige è da intenditori. Per forza poco noto visto che la prima via data l’inverno 1999 e l’ultima quello del 2005 questo sito è pregevole per molte caratteristiche. Prima di tutto per l’avvicinamento veloce e privo di difficoltà unito ad una discesa che dall’apertura di “Le nebbie di Avaloon” è divenuto comodissimo con tre doppie lungo il citato itinerario (è possibile scendere anche per “sentiero”, noi l’abbiamo fatto….auguri!!). In secondo luogo certi aspetti propriamente alpinistici (la qualità della roccia in alcune sezioni o la presenza di lunghi traversi) la rendono interessante anche sotto un profilo che va al di là del meramente tecnico. Un’esperienza arrampicatoriamente completa in un ambiente rilassante ed ameno (autostrada sottostante permettendo ma il suo rumore piuttosto continuo non disturba un gran che; quello degli sferraglianti serpentoni di treni merci diretti al Brennero già di più, ma sono rari).

Caratteristiche
Struttura costituita da due pareti a forma di cupola affiancate e caratterizzate da una prima zona di strapiombi rossi e gialli sormontata da una fascia di placche grigie. Accesso
Da Affi si raggiunge in venti minuti il piccolo e caratteristico agglomerato di Tessari sito a circa 3 km da Rivoli Veronese. Parcheggiato nei pressi di uno slargo dell’unica via del centro abitato, ripercorrere un centinaio di metri la strada di accesso fino a quando diviene sterrata (casa sulla sinistra e vigneto sulla destra); svoltare decisamente a destra ed imboccare un ampio sentiero che i numerosi ed affezionati trialer che frequentano la zona si preoccupano di mantenere sempre in un ottimo stato di devastazione. Seguirlo e con alcuni tornanti portarsi sotto alla parete. Nei pressi di un rettilineo privo di vegetazione (ometto), seguire a sinistra una scomoda traccia nel bosco (ometti) fino alla parete.


IV - Itinerari alpinistici moderni
Danza Celtica (1999), 140m (6c+/7a)
Ultimo aggiornamento: 11/2022
Le nebbie di Avaloon (2005), 180m (6b+)
Ultimo aggiornamento: 11/2022
New Age (2000), 160m (6a+)
Ultimo aggiornamento: 5/2023
Leone di Nemea (2019), 300m (6b)
Ultimo aggiornamento: 5/2023