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Valle dell'Avio - Adamello

Grandiose visuali sulla cima culminante del massiccio

 

Introduzione
 

Ergentesi per quasi 800 metri di dislivello dalle ormai molto ridotte e tormentate vedrette d’Avio a Ovest e vedretta del Venerocolo a Nord, l’imponente parete Nord del Monte Adamello offre indubbiamente una delle visuali più apprezzabili di tutto il massiccio e regge il paragone con altrettante famose pareti Nord delle Alpi. La grande contrazione delle vedrette che ne coronano la base negli ultimi decenni ha inciso sicuramente sulla scenografia anche se il colpo d’occhio rimane notevole. Escludendo per le difficoltà di accesso il periodo delle grandi nevicate, che ovviamente contribuiscono in modo enorme all’incremento del fascino dei luoghi, all’inizio della stagione estiva, allor quando la Nord si mostra ancora percorsa da notevoli scivoli di ghiaccio, la sensazione di trovarsi al cospetto di uno dei grandi spettacoli alpini è latente.

 

L’etimologia del nome Adamello è incerta come tutte le cose un poco avvolte dalla leggenda. Adámas, greco che sta per diamante, cristallo, ghiaccio; oppure il latino ad hamae (acquas) sono gli etimi più accreditati. Entrambi con ovvio riferimento all’abbondanza di flussi che caratterizza ancora oggi il massiccio retico. Il nome fu riferito alla vetta culminante solo in tempi relativamente recenti (fine del XVIII secolo) da parte di tipografi francesi probabilmente per associazione ed estensione della denominazione già in uso all’epoca da parte dei valligiani per la grandiosa Valle dell’Adamè.


Caratteristiche

La grande conca della val d’Avio su cui si affaccia la poderosa barriera cristallina del versante nord-occidentale del Monte Adamello è una delle zone del gruppo più massicciamente incisa dalla mano dell’uomo. Grandi bacini idrici, strade, manufatti in cemento, stazioni di servizio, sbarramenti, tubazioni, teleferiche ed altre infrastrutture hanno potentemente sconvolto l’originaria morfologia dei luoghi. Lo stesso accesso dal parcheggio di Malga Caldea, raggiungibile per strada sterrata da Temù, al primo bacino, quello del Lago d’Avio, avviene lungo una monotona strada asfaltata che poco ha a che fare con un approccio alla montagna che implichi la volontà di evadere da contesti antropizzati per incontrare l’integrità dei vasti spazi alpini. Di fatto il discorso non cambia anche oltre il primo citato bacino costeggiando il suo gemello, il Lago Benedetto. Solo dopo essere entrati nella piatta valle del Venerocolo ci si riappacifica un poco con l’ambiente circostante anche se non del tutto....perchè sullo sfondo si stagliano i ciclopici pilastri di calcestruzzo dello sbarramento del Lago Pantano d'Avio.

Complice l’ampliarsi quasi improvviso delle visuali verso la grande muraglia che corre quasi senza soluzione di continuità dal poderoso Corno Baitone fino all’elegante profilo dell’Adamello, l'ambiente diviene comunque di indubbio interesse e fascino. Raggiunto non senza fatica per il famoso sentiero del “Calvario” (nome sufficientemente azzeccato) il ripiano su cui sorge il Rifugio Garibaldi, lo sguardo è infine inevitabilmente attratto dalla selvaggia ed aspra imponenza del versante Nord della cima culminante qui davvero repulsivo ed affascinante soprattutto nella stagione invernale. L’interesse arrampicatorio, trova ovviamente il suo fulcro di attrazione nei versanti Nord e Ovest del Monte Adamello dove numerose tracce, alcune di serio impegno, confermano di trovarsi di fronte ad una delle best location di tutto il massiccio anche se non necessariamente, nonostante quota e fama, alla migliore in assoluto. L’Adamello ha sì itinerari di arrampicata di notevole interesse ma purtroppo, la cosa va detta senza perifrasi, la qualità della roccia, data quota e soprattutto esposizione, non sempre è delle migliori. Anche sulla via simbolo della Nord, il famoso “Spigolo dei bergamaschi” (a sfregio ed onta del localistico orgoglio alpinistico bresciano….sic…) non sono pochi i tratti di roccia cattiva nonostante nel complesso le numerose ripetizioni ne abbiano comunque fatto un itinerario meritevole; se non altro per l’immersione in un grandioso contesto tipicamente occidentale. Stesso discorso per un altro itinerario celeberrimo ma la cui fama sembra affondare più nel passato che nel presente visto che le ripetizioni si fanno di anno in anno meno numerose; si parla dello Spigolo Nord-Ovest, aereo ed elegante punto di incontro e demarcazione delle pareti Nord ed Ovest; complici i grandi mutamenti climatici degli ultimi decenni che ne hanno modificato, causa ricorrenti frane, la struttura elevandone significativamente le difficoltà e i pericoli oggettivi; un’ascensione un tempo su roccia solida e con difficoltà non superiori al III/III+ attualmente risulta caratterizzata da difficoltà sino al V/V+ U.I.A.A. e con diversi tratti che necessitano massima attenzione e prudenza. Al contempo altri itinerari, su roccia tutt’ora ottima e finora quasi sconosciuti, meritano assolutamente una riconsiderazione; tra questi sono da citare la "Capelli – Drera – Pelizzari" allo Sperone Centrale della parete Ovest o la via “Capitano La Micela” tracciata sempre dalla cordata Drera – Pelizzari nel centro della parete Ovest a metà degli anni ’80.

 

Accesso

L’alta conca in cui albergano i cinque laghi dell’Avio è raggiungibile con partenza da Malga Caldea m 1574 seguendo con percorso poco interessante la strada asfaltata utilizzata per il servizio alle infrastrutture idroelettriche; in 45 minuti si raggiunge il primo lago (Laghetto dell’Avio), si costeggiano per strada sterrata i successivi due grandi bacini artificiali (Lago d’Avio e Lago Benedetto) fino ad accedere per sentiero, superando una barriera, al vasto ripiano in parte marnoso di Malga Lavedole. Il sentiero continua in falsopiano fino a portarsi sotto un ripido pendio che si supera con percorso faticoso fino a raggiungere la riva orografica destra del Lago Veneròcolo dove è ubicato il Rifugio Giuseppe Garibaldi m 2550 ottimo punto di appoggio per le ascensioni al versante occidentale del Monte Adamello.


Punti di appoggio

  
Rifugio Giuseppe Garibaldi al Lago Veneròcolo raggiungibile da Temù (parcheggio presso Malga Caldea) in ore 3,00.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto a destra: la tormentata vedretta del Venerocolo. Foto in basso: veduta ravvicinata del versate occidentale dell'Adamello nei pressi della piccola vedretta dell'Avio Orientale il cui attraversamento consente di raggiungere la base dello spigolo Nord-Ovest (variante di attacco rispetto all'accesso diretto dalla vedretta dell'Avio Occidentale).

Foto in alto: alba sulla Nord dalla piccola vedretta dell'Avio Orientale. Foto in basso: durante l'ascensione dello Spigolo N-O la visuale si apre sull'imponente parete Nord dell'Adamello; in primo piano lo Spigolo N-N-O o Spigolo dei bergamaschi; sullo sfono lo Spigolo Nord.