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Corno delle Pile

Difficili ascensioni classiche rincorrendo le fessure del ”Grande Scudo”

 

Introduzione


E’ la cima più alta del sottogruppo e giustamente la più ambita. O meglio: ambite sono le tracce che ne risalgono la spaziale placconata di trecento metri che caratterizza quasi come una gigantesca cascata fossilizzata il suo versante Nord-Ovest. Qui, strette l’una all’altra (e qualche volta facili da confondere!!) corrono alcune delle più impegnative vie classiche su placca fessurata di tutto il massiccio. Ascensioni che rispecchiano ancora oggi pienamente la rigorosa etica di coloro che anni fa le hanno aperte con ricorso minimo a mezzi artificiali, soste comprese; linee dove sapersi proteggere clean è indispensabile se si intende affrontare la salita con margini di sicurezza accettabili. Altrimenti è meglio rivolgersi ad altre vie più chiodate e frequentate sulle vicine strutture dei Gemelli o dell’Ago. Comunque anche solo due tiri sulla grande placca del Corno delle Pile valgono fotografie da rivista!!

 

 

 

 

Caratteristiche
 
Dopo lo svettante pinnacolo dell
’Ago l’occhio di chi abbia un minimo di abitudine ed attitudine a rivolgere il proprio sguardo alle pareti è inevitabilmente attratto da questa struttura che, vista da lontano, appare davvero inaccessibile nella sua apparente assoluta lisciezza. Nella realtà sistemi di fessure più o meno grandi la percorrono integralmente forse scavati dal paziente milionario lavorio dell’acqua o frutto di amalgami che risalgono all’emergere, dalle profondità plutoniche, della massa rocciosa adamellina. Linee naturali su cui, muniti di un’adeguata scorta di quel rivoluzionario strumento a camme contrapposte che ha nome giustamente di "amico", gli arrampicatori del terzo millennio possono avventurarsi con una certa tranquillità e sicurezza magari meravigliandosi di quanto fossero bravi i primi percorritori della parete che quegli strumenti manco conoscevano visto che la prima via ad opera di Pericle Sacchi e Flavio Minessi data ormai il neanche tanto lontano 1983; ma è già storia!
 
Accesso
 
Dal Bivacco C.A.I. Macherio effettuare un traverso leggermente ascendente superando una colata di grossi macigni. Oltre questi ci si abbassa brevemente alla base della parete dei Gemelli. Poco oltre si raggiunge la base dello Spigolo Nord-Ovest del Corno delle Pile e subito dopo la parete Sud-Ovest. Le vie attaccano in corrispondenza del canalone che divide il Corno dalla vicina Punta Fratus. Il nevaio che lo occupa
è abbastanza ripido e va affrontato con prudenza soprattutto con neve dura (ore 0.25 dal Bivacco).
 
Punti di appoggio
 
Bivacco C.A.I. Macherio raggiungibile in circa ore 3,00 da localit
à Volano.
 

Itinerari


[Parete Ovest, "Via degli amici"]
                                    [immagine]

[Parete Ovest,"Giovani formiche"]                                [immagine]

[Spigolo Ovest, "Gelmi-Spinoni-Tognazzi"]                         [immagine]
[Parete Ovest, "Sacchi-Minessi"]                                         [immagine]

[Parete Ovest,
"Diretta dei Brenesi"]                                    [immagine]
[Parete Ovest, "Diedro delle tartarughe"]                            
[immagine]