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Caratteristiche
Dopo lo svettante pinnacolo dell’Ago
l’occhio di chi abbia un minimo di abitudine ed attitudine a rivolgere il
proprio sguardo alle pareti è inevitabilmente attratto da questa struttura che,
vista da lontano, appare davvero inaccessibile nella sua apparente assoluta
lisciezza. Nella realtà sistemi di fessure più o meno grandi la percorrono
integralmente forse scavati dal paziente milionario lavorio dell’acqua o frutto
di amalgami che risalgono all’emergere, dalle profondità plutoniche, della massa
rocciosa adamellina. Linee naturali su cui, muniti di un’adeguata scorta di quel
rivoluzionario strumento a camme contrapposte che ha nome giustamente di
"amico", gli arrampicatori del terzo millennio possono avventurarsi con una
certa tranquillità e sicurezza magari meravigliandosi di quanto fossero bravi i
primi percorritori della parete che quegli strumenti manco conoscevano visto che
la prima via ad opera di Pericle Sacchi e Flavio Minessi data ormai il neanche
tanto lontano 1983; ma è già storia!
Accesso
Dal Bivacco C.A.I. Macherio effettuare un
traverso leggermente ascendente superando una colata di grossi macigni. Oltre
questi ci si abbassa brevemente alla base della parete dei Gemelli. Poco oltre
si raggiunge la base dello Spigolo Nord-Ovest del Corno delle Pile e subito dopo
la parete Sud-Ovest. Le vie attaccano in corrispondenza del canalone che divide
il Corno dalla vicina Punta Fratus. Il nevaio che lo occupa
è
abbastanza ripido e va affrontato con prudenza soprattutto con neve dura (ore
0.25 dal Bivacco).
Punti di appoggio
Bivacco C.A.I. Macherio raggiungibile in circa
ore 3,00 da località
Volano.
Itinerari
[Parete Ovest,
"Via degli amici"]
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[Parete Ovest,"Giovani formiche"] [immagine]
[Spigolo Ovest, "Gelmi-Spinoni-Tognazzi"]
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[Parete Ovest, "Sacchi-Minessi"]
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[Parete Ovest,
"Diretta dei Brenesi"]
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[Parete Ovest, "Diedro delle tartarughe"]
[immagine]
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