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Introduzione
Difesa da un ripido salto dove oggi si rincorrono le strette serpentine delle
famose "scale
del Miller"
la stupenda valle del Rémulo
non si mostra che all’ultimo
momento. Uscendo dagli ultimi ed agognati gradoni del faticoso sentiero, il
panorama si amplia improvvisamente: quasi scorresse un fotogramma, la valle si
mostra in tutta la sua ariosa bellezza. Alpinisticamente conosciuta per il suo
interessante accesso alla cima culminante dell’Adamello
attraverso l’elegante
omonimo passo, la valle del Remulo, dal punto di vista arrampicatorio, ha
conosciuto ben poche realizzazioni di pregio nel periodo intercorrente fra le
ascensioni degli anni trenta e quaranta e le ultime ascensioni di stampo
propriamente sportivo. Questo nonostante la presenza di bellissime montagne
quali il Corno Miller, la Cima Plem, la Punta Alessandro o la Cima Prudenzini.
Sicuramente la vicina Val Salarno ha da sempre raccolto maggiore interesse
fungendo da polo catalizzatore delle attenzioni di apritori e ripetitori. Pur
non reggendo dal punto di vista alpinistico il confronto con la vicina Valle
delle Valli adamelline, la Val Miller ha saputo riservare a chi vi si
è
recato negli ultimi anni, con l’intento
di aprire nuovi itinerari o di ripetere quelli esistenti, sorprese di notevole
spessore ed aree di assoluto interesse sia in termini ambientali, il che era
plausibile e prevedibile, sia in termini di qualità
ed estetica dell’arrampicata,
il che ha rappresentato invece una piacevolissima sorpresa.
Caratteristiche
Come
è ricorrente
in Adamello, la roccia più bella non la si trova sulle pareti ma sulle strutture
di media valle. Le pareti, con alcune significative eccezioni, sono generalmente
disturbate dai comuni licheni neri sui versanti occidentali mentre l’erba non
manca su quelli meridionali. Fatte queste debite precisazioni, la valle offre
una varietà notevole di itinerari dal classico propriamente detto con difficoltà
attorno al IV fino ai moderni itinerari dove si toccano difficoltà di 6c/7a.
Nell’ambito delle nuove e vecchie linee, definibili ad "ampia accessibilità",
sono da citare le vie relazionate in questa raccolta presenti sulle estetiche
Torri del Miller o sull'elegante Punta Alessandro sicuramente in grado di
soddisfare anche ripetitori molto esigenti. Dal punto di vista delle short
climbs di media difficoltà, con avvicinamenti dal rifugio al di sotto
dell’ora e ottima attrezzatura, probabilmente alla data della presente la Val
Miller non teme confronti. Si possono annoverare circa un decina di itinerari
aventi tali caratteristiche con sviluppi che vanno dai 100 ai 250 metri. Tra le
vie propriamente classiche, un paio di creste rientrano fra la più divertenti
del massiccio.
Accesso
La Val Miller si raggiunge dalla Val Camonica
transitando per il comune di Sonico e le sue frazioni di Garda e Rino risalendo
poi la lunga ed affascinante Val Malga fino a località
Pont del Guat (buone possibilità
di parcheggio) dove la strada asfaltata ha termine. Da qui in un quarto d’ora
si raggiunge Malga Premessone e successivamente, lasciando a sinistra la
indicazioni per il Rifugio Tonolini e la Conca del Baitone, Malga Dosso. Si
continua percorrendo il sentiero in leggera ascesa all’inizio
poi per ripidi tornanti fin sotto al salto terminale della valle che si vince
per le strettissime serpentine del sentiero delle "Scale del Miller" fino ad
affacciarsi, al loro termine, all’inizio
della vasta e panoramica valle. Se ne percorre il piatto fondovalle fino al
piccolo Rifugio "Serafino
Gnutti"
nei pressi del Lago Miller (bacino artificiale, diga). Il percorso fino al
rifugio comporta circa 1,15 minuti di cui 0,45 per le sole
"scale".
Le strutture arrampicabili più
vicine distano cinque minuti; quelle più
lontane circa un’ora
e mezza.
Punti di appoggio
L’unico
punto d’appoggio
dell’intera
valle è
il rifugio "Serafino
Gnutti".
Accogliente ed ottimamente gestito, ha un posizionamento, con riferimento alla
raggiungibilità
delle pareti, migliore del Rifugio C.A.I. Lissone in Valle Adamè
ma peggiore del Rifugio Paolo Prudenzini in Val Salarno. Viste comunque le
recenti realizzazioni, è
un punto d’appoggio
eccellente se si vuole evitare di visitare la valle in un solo giorno con il
fiato sul collo; il che è
sconsigliabile: vista la bellezza dei luoghi e le notevoli possibilità
di associazione fra itinerari di ogni difficoltà
e lunghezza, due giorni risultano generalmente meritevolmente spesi! Inoltre l’accesso,
pur non eccessivamente faticoso, non è
comunque dei più
agevoli soprattutto con materiale al seguito.
Ringraziamenti
Hanno dimostrato una sensibilità
all’arrampicata
e ai suoi cocciuti ed un poco misantropi adepti immensamente superiore a quella
di molti "addetti
ai lavori".
Ci hanno sopportato e supportato in tutti in modi; economicamente, umanamente,
simpaticamente. Sono persone "di
montagna"
nel migliore e più
alto senso e valore del termine. A Domenica Madeo e Davide Fiorani fantastici
rifugisti del "Serafino Gnutti", a Giovanna e Francesco Fiorani e Giovanni Madeo
un immenso grazie.
Immagine di sfondo:
luci vespertine alla base delle Torri del Miller |